Distinzione tra prodotti usati e rifiuti, classificazione dei flussi e tracciabilità delle esportazioni al centro del dibattito internazionale
La gestione dei rifiuti tessili non riguarda soltanto la raccolta e il riciclo all’interno dei singoli Paesi. Una parte rilevante dei prodotti tessili usati e dei rifiuti viene movimentata oltre i confini nazionali, rendendo necessario distinguere con chiarezza ciò che può essere destinato al riutilizzo da ciò che deve essere gestito come rifiuto.
Il tema è stato esaminato dal 23 al 26 giugno 2026, a Ginevra, durante la quindicesima riunione del Gruppo di lavoro a composizione aperta della Convenzione di Basilea, denominato OEWG-15.
La Convenzione disciplina il controllo dei movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e di altri rifiuti e la loro gestione. Il confronto in corso potrebbe quindi influire in maniera significativa sul futuro dei flussi internazionali di prodotti tessili usati e rifiuti tessili.
Prodotti usati o rifiuti?
Uno dei problemi principali riguarda la mancanza di criteri internazionali sufficientemente armonizzati per distinguere un prodotto tessile usato, ancora idoneo al riutilizzo, da un rifiuto tessile destinato al recupero o allo smaltimento.
La distinzione non è soltanto terminologica. Dalla qualificazione del materiale dipendono infatti:
- la documentazione necessaria;
- le regole applicabili alla spedizione;
- le responsabilità degli operatori;
- i controlli doganali;
- la possibilità di esportare o importare il carico;
- la corretta destinazione dei materiali.
L’assenza di criteri uniformi può determinare dichiarazioni non omogenee e favorire la movimentazione di rifiuti non correttamente classificati come prodotti di seconda mano.
Tra le opzioni esaminate figura, pertanto, lo sviluppo di indicazioni tecniche sulla prevenzione e sulla gestione ecologicamente corretta dei rifiuti tessili, accompagnate da criteri utili a distinguere i prodotti tessili usati dai rifiuti.
Classificazioni e codice B3030
Il confronto ha interessato anche l’eventuale revisione delle classificazioni e delle voci contenute negli allegati della Convenzione di Basilea.
Tra queste rientra il codice B3030, relativo a determinate tipologie di rifiuti tessili. Le possibili opzioni considerate comprendono una classificazione più articolata dei flussi, che potrebbe tenere conto della composizione delle fibre, del livello di selezione e delle effettive possibilità di riutilizzo o riciclo.
Al momento non è stata adottata una nuova classificazione vincolante. Si tratta di ipotesi sottoposte all’esame delle Parti, che potranno essere sviluppate nelle successive fasi del confronto internazionale.
Controlli e tracciabilità dei flussi
Il rapporto esaminato dall’OEWG-15 considera inoltre possibili misure riguardanti:
- la certificazione e il controllo delle esportazioni e delle importazioni;
- la trasparenza delle catene di gestione;
- la disponibilità di dati sui flussi internazionali;
- la verifica degli impianti di selezione e trattamento;
- lo sviluppo delle capacità e delle infrastrutture nei Paesi di destinazione;
- l’impiego di strumenti di tracciabilità.
L’obiettivo è contrastare i traffici illegali e impedire che carichi privi di un’effettiva possibilità di riutilizzo vengano inviati verso Paesi che non dispongono di infrastrutture adeguate alla loro gestione.
Le misure dovranno tuttavia essere attentamente calibrate, affinché i controlli non ostacolino le attività legittime di selezione, preparazione per il riutilizzo e riciclo svolte da operatori qualificati.
Quali saranno i prossimi passaggi?
A seguito dell’OEWG-15, le Parti e gli osservatori della Convenzione sono stati invitati a presentare entro il 30 novembre 2026 osservazioni sulle possibili opzioni individuate nel rapporto dedicato ai prodotti tessili usati e ai rifiuti tessili.
I contributi ricevuti alimenteranno il successivo confronto. Le eventuali decisioni e modifiche vincolanti dovranno essere adottate dagli organi competenti della Convenzione.
La diciottesima riunione della Conferenza delle Parti della Convenzione di Basilea, COP-18, è programmata dal 19 al 30 aprile 2027 a Panama City.
Perché il tema interessa la futura EPR tessile
La distinzione tra prodotto usato e rifiuto, la qualità della selezione e la tracciabilità della destinazione finale saranno centrali anche nel futuro sistema italiano di responsabilità estesa del produttore.
Un sistema EPR efficace non potrà limitarsi a misurare quanto materiale viene raccolto. Dovrà essere in grado di conoscere la qualità dei flussi, gli operatori coinvolti, le destinazioni effettive e i risultati conseguiti in termini di riutilizzo e riciclo.
L’evoluzione della Convenzione di Basilea dovrà quindi essere seguita con attenzione dalle imprese, dai sistemi collettivi e dagli operatori della raccolta e del trattamento.
SINATES monitora l’evoluzione della normativa nazionale, europea e internazionale per offrire alle imprese informazioni aggiornate e costruire un sistema fondato sulla trasparenza e sulla tracciabilità dei flussi.
Fonti
Rapporto ufficiale sulle possibili opzioni per tessili usati e rifiuti tessili
Adempimenti successivi all’OEWG-15 e termine del 30 novembre 2026